Riconoscimento Archivio Lelli e Masotti / Lelli e Masotti Archive aknowledgment

Silvia Lelli e Roberto Masotti, alias Lelli e Masotti, hanno il piacere di annunciare che con decreto MIBAC-SAB-LOM SGPIA 0004741 14/09/2018 CI. 34.22.07/1 il Ministero per i Beni Culturali / Sovrintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia dichiarano l’Archivio privato Lelli e Masotti essere di interesse storico particolarmente importante.

We are delighted to announce that Italy’s Ministry of Cultural Heritage and Activities and Tourism (MiBAC) and the head of the Lombardy region heritage department have declared the private photographic archive by internationally recognized duo of photographers of theatre and the arts Lelli and Masotti “of major historical interest and importance” by ministerial decree n.19 as of September 14 2018.

Motivazioni:

L’Archivio privato Lelli e Masotti documenta non solo la storia e l’evoluzione della fotografia italiana e internazionale, ma anche la storia dello spettacolo teatrale di danza e delle musiche tutte – jazz e sinfonica soprattutto, e di generi diversi che da Lelli e Masotti sono stati mescolati e potenziati attraverso lo scatto – così come la storia del contesto antropologico e sociale, in cui spicca il gran numero di personalità note, che con quelle discipline ha avuto stretti rapporti. L’archivio conferma la riflessione, la sperimentazione e la tensione costante verso il “racconto per immagini” dell’essenza di arti dinamiche – la musica, la danza – che sembrerebbero solo a un primo sguardo inconciliabili col mondo statico della fotografia.

Riportiamo anche un estratto all’interno della Relazione storico-archivistica:

Lelli e Masotti è una sigla creata nel 1979, come dichiarato dagli stessi fondatori, i fotografi Silvia Lelli e Roberto Masotti. L’occasione è stata la collaborazione con il Teatro alla Scala, sebbene il loro approdo al mondo della fotografia e il loro sodalizio professionale e umano abbia radici più remote.

La storia e l’impegno di Lelli e Masotti nel mondo della fotografia d’arte, di musica, di teatro e spettacolo, sono testimoniati sia dalla loro produzione sia dai numerosi saggi che sulla loro opera sono stati scritti, in cui critici e giornalisti ne definiscono l’essenza e ne individuano la missione nella ricerca consapevole e costante di “fornire una rappresentazione di una rappresentazione, caratterizzata la prima da una moltiplicazione massima e la seconda da una unicità irripetibile” Gli stessi Lelli e Masotti hanno in diverse occasioni – soprattutto in introduzioni a loro pubblicazioni e interviste – contribuito a chiarire allo spettatore la tensione e l’intento che sono da sempre alla base della loro attività (fotografare la musica quasi intesa come “arte estrema”) mostrando come il loro lavoro li abbia portati ogni volta ad avere “contemporaneamente la sensazione di afferrare qualcosa mentre senti che ti scappa via. Scattare è esorcizzare questa inafferrabilità presunta”

Le loro esperienze formative, personali e professionali, … hanno contribuito non solo a fare di Lelli e Masotti ciò che viene riconosciuto come un marchio di fabbrica dotato di uno stile di lavoro unico, ma anche a produrre un archivio ordinato, di notevoli dimensioni, che è solida testimonianza del mondo delle arti e della cultura e – come la loro fotografia che colma “gli interstizi fra il visivo e il sonoro, fra il fisso e l’effimero” – si pone quale argine “fra ciò che è e ha facoltà di restare e ciò che trascorre nella sua consumazione”.

Terminiamo ricordando che le prime foto importanti comprese nell’archivio sono del 1968 e in tal modo il riconoscimento ministeriale cade a cinquant’anni dagli esordi che di li a poco si sarebbero concretizzati in sodalizio professionale e di vita. Siamo molto felici anche che sia valorizzato il carattere culturale del nostro percorso e l’attenzione a processi critici e riflessivi sul proprio operato che ci caratterizza quando si dice nelle Conclusioni:

“…il patrimonio documentario di Lelli e Masotti propone considerazioni importanti sulla necessità di studio dei soggetti e della conoscenza del contesto da ritrarre”.